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lunedì 2 aprile 2018

Collaborazioni

Non me ne vogliate: tornato in Italia (non è un Paese per fisici), sono stato totalmente assorbito in una serie di “vicende” che mi hanno portato nuovamente all'estero. Vi scrivo da Barcellona, dove posso impiegare le mie competenze professionali.
I Signori dei cavalli non si è fermato mai del tutto, ma anche lui ha risentito pesantemente di questa parentesi italiana, che ora sta per chiudersi, stranamente, proprio lì dove ho cominciato a scrivere Il Richiamo della Sirena.
Ma allontanarmi nuovamente da Napoli non significa che io abbia deposto ogni sentimento per la mia terra la quale, al contrario, ultimamente chiama
A settembre dell'anno scorso, proprio mentre partivo per Barcellona, mi viene proposto di collaborare a un sito che, alle volte, avevo consultato con piacere. Purtroppo, nella confusione della partenza, non volevo prendere impegni che non avrei saputo come mantenere: trasferirsi da un Paese all'altro coi propri mezzi non è un'esperienza sempre tranquilla, e a me dispiace deludere chicchessia. Quando poi c'è un minimo di stima…
Avevo dimenticato del tutto questa proposta, fino a quando, recentemente, un'altro sito mi ha proposto la stessa cosa e, questa volta, avevo la tranquillità per rispondere positivamente! Ma non solo: anche il primo sito mi ha ricontattato e chiesto se ero disponibile…
Per farla breve, ora collaboro con Historia Regni e con Il Vaporetto, e scriverò con loro articoli come li avete conosciuti sulle pagine di questo blog. Saranno articoli di storia e cultura meridionale, campana, napoletana, ma questo non vuol dire che il blog Parthenope si chiuda qui.
Aprii questo blog per parlare della stesura dei miei romanzi, nei quali c'è ovviamente più di quello che si trova sui libri di storia, e siccome non posso ovviamente svolgere questa funzione sulle pagine dei siti coi quali collaboro, qui posso concentrarmi sulle vicende dei romanzi e sulla mia attività di scrittore. Spero che la cosa vi risulti gradita.
Nel frattempo, a che punto sono con I Signori dei cavalli?
Vorrei potervi dire che fila liscio, che è fantastico, che non sto nella pelle per presentarvelo, ma è evidente che questa era un'altra vicenda, molto più complessa e articolata, con moltissime più sfaccettature de Il Richiamo, spesso inattese.
La lettura del romanzo fantasy Nel nome dimenticato di Dio, di Carmine Del Mondo, un amico di vecchia data, mi ha mostrato chiaramente cos'è che stavo cercando, e che non trovavo scrivendo questo secondo Neapolis. Chiaramente, la gran parte dei lettori si chiederà cosa c'entri un romanzo fantasy con uno storico, ma uno scrittore sa che in un'opera ci sono tanti ingredienti: tono, stile, pathos, ritmo, personalità, vita… Potrei andare avanti per un pezzo, ma quello che importa è che, grazie alla lettura di Carmine, ho trovato l'ingrediente del quale volevo sentire il gusto, e spero che piacerà anche a voi.
Non mi rimane perciò che salutarvi, darvi appuntamento alla prossima volta qui o, più spesso, su Il Vaporetto o su Historia Regni.

martedì 21 marzo 2017

Racconti alla Luce della Luna

È molto che non scrivo, non me ne vogliate a male.
Sono tornato in Italia, ma solo geograficamente: il Paese che ricordavo non esiste più, quindi l'adattamento all'ennesimo espatrio è stato più severo del solito.
Anche I signori dei cavalli ne ha sofferto: impegnato in più basilari preoccupazioni, ho dovuto accantonare (anche se mai del tutto) temporaneamente il romanzo, che comunque procede.
Nel frattempo, però, vecchio, antico materiale si è fatto riscoprire, e ho pensato che sarebbe stato giusto condividerlo con voi.
Non era tanto da giustificare un'edizione in pompa magna, ma ho motivi affettivi per renderlo degno di condivisione, sicché ho pensato di provare la piattaforma di pubblicazione di Amazon.
Siccome non sono nato imparato, per ovviare all'imbarazzo che poteva sorgere in qualche passaggio, ho chiesto supporto al buon Massimo Baglione, la mente e il cuore del sito cultural-letterario BraviAutori, di darmi una mano, e devo ringraziarlo pubblicamente per il lavorone fatto.
Copertina dei Racconti alla Luce della Luna
Ordunque, qual è il risultato di tanto affanno? Si intitola Racconti alla Luce della Luna - Appunti di viaggio alla scoperta di luoghi e popoli incantati, ed è una raccolta di racconti brevi di un genere che a me piace considerare fantasy, in formato cartaceo o in ebook.
Sono piccoli racconti, come dicevo, che cercano di descrivere il legame che ho con la mia terra, o almeno con la mia geografia, con quelli che erano i miei luoghi, con le loro antichità. Molti di questi racconti (forse tutti) erano già stati pubblicati su BraviAutori, ma mai tutti insieme, in un'antologia che rendesse evidente il legame esistente tra loro.
Il volume, di 107 pagine nella versione cartacea, è diviso in due parti: la prima è dedicata ai luoghi incantati, e i racconti sono per l'appunto incentrati su luoghi; la seconda è dedicata ai popoli incantati. Il piano dell'opera risulta dunque così soddiviso:
  • Prologo
  • I Luoghi Incantati
    • Il Calcolatore
    • Cuore di Pietra
    • Il Saggio di Corte
    • Il Fedele Siniscalco
    • Il Sole Ritorna
    • La Bianca Signora
  • I Popoli Incantati
    • Il Tessitore
    • La Fortezza di Ghiaccio
    • Il Cacciatore
    • In Memoria di Un Amico
    • Curio la Malalingua
    • Un Matrimonio Combinato
    • Lamento per il Piccolo Popolo
    • Il Sonaglino d'Argento
I volumi costano una cifra simbolica: 5 euro per il cartaceo e 4 per l'ebook (ma chi acquista il cartaceo può avere l'ebook gratis), praticamente meno di un pacchetto di sigarette, e non causano tutte quelle brutte cose che il fumo, invece…
Non mi resta che augurarvi una buona lettura e darvi appuntamento a presto, visto che anche I signori dei cavalli, nel frattempo, scalpita!

lunedì 20 luglio 2015

Gli Ozi di Capua - secondo Polibio

La settimana scorsa abbiamo finito di raccogliere le idee sull'attendibilità di Tito Livio quando ci narra degli Ozi di Capua, e siamo giunti alla conclusione che possiamo probabilmente considerare l'episodio come inventato di sana pianta dalla propaganda romana.
Quello che manca per esser certi di una simile affermazione è magari una testimonianza dall'altro punto di vista, quello cartaginese, ma sappiamo come andò a finire…
Sul promontorio di Hera Lacinia, nei pressi di Kroton, anticamente esisteva un tempio dedicato per l'appunto a Giunone, e che era molto venerato da tutti i popoli dell'antichità. Lasciando l'Italia per correre in soccorso della sua Cartagine, ormai minacciata dall'esercito romano guidato da Scipione, Annibale lasciò nel tempio qualcosa di immensamente prezioso: il diario della sua avventura in Italia inciso su di una colonna.
Resti archeologici di Capo Colonna

I resti del Tempio di Hera Lacinia a Capo Colonna. Qui Annibale lasciò un diario della propria impresa italica prima di tornare a Cartagine per difenderla da Scipione.
Fonte: Wikimedia Commons

mercoledì 15 luglio 2015

Gli Ozi di Capua: dopo Capua

La settimana scorsa abbiamo cominciato col mettere in dubbio le parole di Livio a proposito dei famosi Ozi di Capua, e abbiamo trovato nelle pagine dello stesso autore episodi che ci parlano di un Annibale incapace di prendere con le sole armi cittadine di modesta entità anche prima della sua permanenza a Capua. In questo post cercheremo di vedere cosa accadde dopo i famigerati Ozi.
Quando il tempo si fece più mite, Annibale guidò il suo esercito fuori dei quartieri d'inverno e marciò nuovamente su Casilinum.

[Tito Livio, Ab Urbe Condita, XXIII, 19]

lunedì 6 luglio 2015

Gli Ozi di Capua: prima di Capua

Ho promesso da diverso tempo di dedicare un post a un famoso episodio della Seconda Guerra Punica noto come gli Ozi di Capua, dunque è il momento di mantenere la promessa.
Il mio interesse per l'episodio è nato dal confronto tra le diverse fonti che ci hanno narrato il conflitto, anche se il solo racconto di Livio basta a suscitare notevoli perplessità. Odio farmi perplimere, dunque cerchiamo di vedere quali erano i miei dubbi, e quali sono le conclusioni che ho tratto.
Dopo Canne, Annibale viene raggiunto dagli emissari di Capua (deduciamo che Vibio Virrio fosse tra essi, come abbiamo visto in questo post), per siglare un'alleanza. Data la ricchezza della città Campana, quello era il più grosso ribaltamento diplomatico che il Cartaginese avesse ottenuto fino al momento, certamente tra i più grossi sperati, dunque si recò a Capua con l'esercito.

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